IN RICORDO DI GIULIO MILANI

Giulio Milani

Il Coro San Giorgio ha origini lontane: vi è una tradizione centenaria di Coro Parrocchiale.

Quando ci siamo meglio strutturati e abbiamo dovuto nominare un presidente, sulla scelta nessun dubbio: Giulio Milani.

Il perché è qui di seguito.

Da ragazzi o giovani si cantava in gruppo alla messa della domenica mattina; nelle feste solenni con tutto il coro. All’uscita lui era sempre lì, immobile, con occhio attento, con la testa a volte ritta, altre piegata sulle due e con lo sguardo lievemente angolato di traverso e quasi minaccioso: poi iniziava l’arringa. Qualora i canti non avessero reso bene la solennità dell’evento, emozioni zero, note stonate, ritardi nelle entrate o pecche di intonazione, lui era implacabile. Se invece c’erano state solo poche note imprecise, qualche sbavatura, un finale incerto, allora, per ben che andava, era il silenzio. Il complimento c’è stato qualche volta, si, ma a denti stretti. Due i requisiti essenziali: doveva essere tutto perfetto oppure lui un po’ stanco; il guaio è che era sempre in gran forma!

Successivamente, ai nostri concerti, la stessa cosa, uguale precisa. Quando invece andavamo a sentire i concerti dei cori stranieri in Lecco oppure nelle altre città era più indulgente, vuoi per l’esterofilia tutta italiana o spesso anche per vera ragione. Era di un entusiasmo generoso e contagioso; uno spirito critico positivo; si perché amava più costruire che demolire, raddrizzare piuttosto che stortare.

Ed è immaginabile che anche nella vita sia sempre stato così: noi lecchesi, e gli acquatesi in particolare, abbiamo un gran numero di personaggi simili, pronti a dire la loro su tutto, ma sempre a cercare una soluzione e, soprattutto, a rimboccarsi le maniche per tradurla in pratica. Che non è poco, anzi.

Ecco, Giulio era proprio questo: c’era bisogno di riassettare la sede del coro? Pronti, quando si comincia, gli strumenti dove sono? I suoi sempre lì al loro posto, ordinatissimi e guai a chi li toccava! Uno spirito pratico e indomito. E le mansioni erano un dettaglio: tanto era importante la rifinitura del muro quanto il montaggio di una tavolata enorme, la verniciatura delle imposte ma anche le pulizie per terra. Un impegno era un impegno, perbacco! Eh già , che lezione!

La disponibilità intesa come servizio, indipendentemente dalla richiesta e dalla sede: il coro, la parrocchia, il convegno o le varie associazioni. La presenza era di una voce stentorea, il volto capace di un broncio feroce, ma anche di un sorriso aperto e coinvolgente; rigore da senso del dovere sopra ogni cosa, ma giudizi schietti e taglienti, per nulla sempre compiacenti. Sicuramente era capace di confrontarsi con la gente: poi si sa che i caratteri forti generano posizioni favorevoli e sfavorevoli in parti uguali, ma la sincerità alla fine viene sempre premiata.

Abbiamo condiviso tante discussioni, molti avvenimenti e tante riflessioni; una testimonianza vivace di come non sprecar mai niente, l’insegnamento a tener duro sino alla fine, con caparbietà. A dare importanza anche ai minimi dettagli, a rischio perfezione: che non è mai fine a se stessa, ma espressione del massimo rispetto verso qualcosa che sembra non ci appartenga, ma in realtà è sempre parte di noi stessi.

Grazie Giulio!